Vela d'inverno, che spasso!

di Cino Ricci, tratto da Bolina, gennaio 2009

Cino RicciDurante l'inverno nel tratto tirrenico ci sono spesso giornate favorevoli alla vela con mare e vento adatti a piacevoli navigazioni. Non ci sono quelle sventolate generate dalle brezze termiche del periodo estivo e i cambiamenti repentini del tempo sono più rari rispetto alla bella stagione. Non sono molte, purtroppo, le barche che lasciano gli ormeggi e il mare appare una distesa vuota ma piena di luce.

Il fatto di essere soli o quasi, dà un senso di eccitazione. Pensiamo in questi momenti agli amici lasciati davanti al televisore o a passeggio, impegnati a far passare un'altra noiosa domenica.

La barra nervosa ci richiama al governo della barca, alle vele, ai refoli di vento. Benchè soli ci sentiamo appagati. Sappiamo di dovere rispettare i tempi e che fino al prossimo scalo ci sono una trentina di miglia: le giornate sono corte e l'esperienza ci suggerisce di arrivare in porto al massimo entro le 2 o le 3 del pomeriggio.

All'arrivo vedremo quello che durante l'estate è un miraggio: un bell'ormeggio con la relativa presa elettrica per la stufetta, l'acqua, poche persone sulla banchina ed il sole che tramonta. Sistemiamo l'ormeggio e rassettiamo la barca. Siamo stati in questo porto innumerevoli volte e ci dirigiamo verso la torre per le formalità d'ingresso. Poi la scelta di andare in paese o nelle vicinanze per uno spuntino o una pizza.
mare d'inverno

Navigare in inverno tuttavia comporta un semplice ma indispensabile equipaggiamento senza il quale il piacere potrebbe diventare un supplizio. Occorre essere ben vestiti: in mare 10 gradi e 10 nodi di vento danno una sensazione molto più cruda che sulla terraferma. D'altra parte i movimenti che si fanno in barca non sono tali da poterci riscaldare.
Occorre una cerata di qualità, anche se può sembrare un'esuberanza questo capo d'abbigliamento tecnico e il suo cappuccio, insieme a un copricapo di lana si riveleranno presto utili. In mare infatti si soffre più che a terra il vento costante e il cappuccio della cerata ci fa sentire come sotto la tuga!

Un cuscino di gommapiuma o altro materiale morbido può dare conforto alla seduta del timoniere, mentre indispensabili sono un paio di normali guanti da sci. Le calzature vanno scelte tra quelle comuni da vela, ma con calze adeguate (meglio stivali). 
Così attrezzati iniziamo la nostra navigazione che avrà un percorso di 10-30 miglia studiato in precedenza sulla carta, da un porto all'altro. Questa scelta è la più divertente a meno che non si preferisca fare i soliti bordi fuori dal porto, ma che non danno quella gioia di conquistache si ha quando si arriva in un'altra destinazione.

vela in invernoLa meravigliosa sensazione che si prova a veleggiare in questa stagione aumenta peraltro quando si ha la fortuna di atterrare in un'isola vicina. Chi scrive ha fatto per molto tempo queste gite invernali con il sabato di andata e la domenica di ritorno. Lo scorso inverno abbiamo sperimentato la risalita a tappe da un porto vicino a Roma fino a Genova. Navigare nel fine settimana è la soluzione ideale.
Non va dimenticato il fatto che in questa stagione è molto più facile una cattura alla traina che all'arrivo sarà molto apprezzata per una cenetta diversa e appagante. 

GIORGIO CATELLACCI

tratto da Bolina Gennaio 2009
Bolina